Fondazione Lelio Basso - Sezione internazionale
La Sezione Internazionale rappresenta la diretta prosecuzione della Fondazione Internazionale per il Diritto e la Liberazione dei Popoli che si costituí formalmente con la Dichiarazione universale dei diritti dei popoli adottata il 4 luglio 1976 ad Algeri.
Il quadro di riferimento della Fondazione aveva le sue radici culturali e politiche nelle sessioni del Tribunale Russell I e II, rispettivamente sul Vietnam (1966-1967) e sulle dittature dell’America Latina (1974-1976) nelle quali Lelio Basso aveva avuto un ruolo chiave di protagonista e di promotore. Le due esperienze avevano documentato:
- da una parte l’esigenza e l’importanza di avere strumenti e luoghi per dare visibilità, coscienza, voce ai popoli “reali” sulle questioni essenziali per la loro, ma trascurate o negate dalle politiche degli Stati;
- dall’altra la indispensabile continuità ed articolazione tra le pratiche di denuncia e di mobilitazione politica, e una attività di ricerca rigorosa (storica, economica, giuridica), così da garantire una lettura ed una comprensione delle cause della violazione dei diritti dei popoli (come collettività e come individui), che ne favorissero una presa di coscienza di liberazione.
Con la Fondazione Internazionale, Lelio Basso dà di queste esigenze-intuizioni una interpretazione istituzionale, che non solo pone l’accento prioritario (e quei tempi fortemente anticipatorio) non solo su quanto avveniva nel e attraverso il Sud di un mondo che usciva appena della de-colonizzazione, ma ancor più complessivamente sulla crescente necessità di concentrare energie di ricerca (riflessione dottrinale, e progetti fortemente legati alle più diverse realtà storiche) sulla criticità dei rapporti tra i principi (e le regole) del diritto internazionale e dei diritti umani, e le (allora appena emergenti) nuove colonizzazioni di tipo economico e culturale.
Come una delle espressioni privilegiate della Fondazione internazionale, viene costituito nel 1979 il Tribunale Permanente dei Popoli, che rimane a tutt’oggi, dopo la esperienza di più di 30 sessioni, una delle forme più vive e dirette di presenza della Sezione Internazionale nelle aree critiche dei conflitti e delle controversie che con strategie diverse rimettono profondamente in discussione, e pretendono l’impunità da, i principi stessi di una società basata sui diritti umani inviolabili.
La complementarietà e l’articolazione della logica di ricerca e delle attività concrete tra Sezione Internazionale e Tribunale sono facilmente riconoscibili dalla consultazione della loro storia (v. scheda) e delle loro agende di lavoro (v. scheda).
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