Ricerche
2004-2006 L’inserimento degli immigrati in Umbria. Analisi delle difficoltà registrabili nel lavoro e gli interventi orientati a superarli. Il caso del Centro per l’Impiego di Perugia,
ha avuto come obiettivo di fondo quello di effettuare l’analisi dei vincoli e degli ostacoli che si frappongono, in particolare, nei percorsi di inserimento lavorativo delle componenti immigrate e delle modalità attive sul territorio regionale che tendono ad affrontarli e in qualche modo a risolverli (sempre inerenti in particolare alla dimensione lavorativa.
2004-2005
Prostituzione straniera e traffico di donne a scopo di sfruttamento sessuale
2004-2005
Rafforzamento della Rete Antiviolenza tra le “città Urban Italia”
Il progetto, finanziato dal Programma Operativo Nazionale sicurezza e dal programma
Operativo Nazionale azioni di sistema ob.3 e coordinato dal Dipartimento per le Pari
Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato affidato dal Comune di
Taranto alla FILB .
La Rete Antiviolenza si propone come obiettivi prioritari di focalizzare l’attenzione sul
problema della violenza alle donne attraverso lo studio della percezione e degli atteggiamenti
dei diversi attori sociali riguardo al fenomeno e di confrontare i dati raccolti nei lavori di
ricerca tra le “città Urban”.
Gli obiettivi del progetto sono:
a)identificazione e analisi degli ambienti a rischio rispetto alla violenza fisica e psicologica nella famiglia e fuori dalla famiglia;
b)definizione di protocolli comuni di intervento nell’ambito della rete Antiviolenza tra le città Urban sul fenomeno della violenza;
c)individuazione di metodologie orientate alla ristrutturazione ed organizzazione del lavoro nei diversi settori territoriali che si occupano di problemi legati alla violenza sulle donne;
d)sostegno e rafforzamento delle politiche locali contro la violenza alle donne.
2003-2004
Il traffico di donne. Il caso della Nigeria
in collaborazione con l’Associazione Parsec e la Tavola Valdese e finanziata dal Ministero degli Affari Esteri.
Ricerca realizzata e coordinata da Francesco Carchedi da cui è emerso un quadro del
fenomeno del traffico di donne nigeriane a scopo di sfruttamento sessuale verso
l’Europa - e in particolare verso il nostro paese - di una forte significatività sociale
(per le cause che lo determinano), umana ed esistenziale ( per le caratteristiche delle
donne coinvolte) e criminale (per l’efficacia che dimostrano le organizzazioni che
gestiscono le differenti fasi del traffico e dello sfruttamento della prostituzione,
nonché per la loro capacità di perpetuarlo nel tempo). Aspetti che rendono il fenomeno
piuttosto articolato e complesso (perché convivono gruppi con caratteri diversi e spesso
agli antipodi l’uno dall’altro) e allo stesso tempo specifico e particolare, fino a
configurare - come si è cercato di dimostrare - un proprio e peculiare modello prostituzionale.
2002-2003
Salute e Diritti Umani dei Migranti
Ricerca di approfondimento nell’ambito del progetto Globalization, Cross Sectorial Policies
and Human Rights dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo studio è stato condotto per la
Fondazione da Simona La Rocca e da Gianni Tognoni.
2002-2003
Rapite, raggirate e sfruttate. Prostituzione migrante e donne trafficate. Il caso delle donne albanesi, moldave e rumene
in collaborazione con l’Associazione Parsec e finanziata dalla Direzione generale del Ministero degli Affari Esteri.
Ricerca realizzata e coordinata da Francesco Carchedi – che si avvale del contributo significativo
di altri studiosi come Simona La Rocca, Pierpaolo Romani, Veronica Maida e Martino Mazzonis – prende
in esame il mondo del mercato del sesso a pagamento di origine albanese, moldavo e rumeno; il primo
più vecchio e quindi più conosciuto, il secondo e il terzo sicuramente meno noti e dunque meno studiati,
il che conferisce un ulteriore interesse per la ricerca recentemente conclusa.
2001-2002
Il traffico internazionale dei minori: piccoli schiavi senza frontiere. I casi di Albania e Romania
Ricerca realizzata e coordinata da Francesco Carchedi, per un progetto consortile, con capofila
la Fondazione Terre des Hommes- Italia, in collaborazione con Save the Children- Italia e
Parsec - Ricerca e interventi sociali e finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione
allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. I risultati sono stati presentati nell’ambito
dell’omonimo convegno tenutosi a Roma l’11 e il 12 luglio 2002.
2001-2002
Diritti umani, Diritti di cittadinanza
Ricerca in collaborazione con ICEI, ACRA, CESVI e CESPI, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri.
Nuovi diritti, sempre più di carattere extraterritoriale, incalzano sullo scenario della
globalizzazione: cosa significa oggi essere cittadino anche all’interno del proprio paese?
Quali diritti reali ha un cittadino di decidere le proprie sorti attraverso rappresentanti
politici del proprio paese, quando altri da quelli politici sono i poteri che governano il
mondo? E di quali diritti civili, politici ed economici gode un “cittadino” immigrato,
lavoratore, fonte di reddito e contribuente per il paese di adozione? Quali norme lo tutelano
fuori dal paese d’origine? Com’è consentito oggi rivolgersi a organismi di giustizia
internazionale di fronte a crimini di guerra internazionali, o a principi di ingerenza-
non ingerenza, o a criminali “cittadini” di altri Stati? Il parametro dei “diritti di
cittadinanza” nella nuova forma che questi oggi rivestono sembra essere un importante
osservatorio, che permette di prendere in considerazione sia diritti individuali che diritti
collettivi. Globalizzazione e diritti umani/diritti di cittadinanza sono quindi i due poli
sui quali si centra l’azione di formazione/sensibilizzazione che la ricerca propone.
Una nuova formula dunque di attività formativa con un progetto di educazione allo sviluppo, sul
tema Diritti umani e Diritti di cittadinanza. La Fondazione ha dato il suo contributo approntando
sei schede on line come strumento di provocazione e stimolo ad affrontare e approfondire alcuni
temi attuali di cultura solidale e cogliere il nesso che li riferisce ai diritti umani e di
cittadinanza. Queste le schede:
- Diritti indigeni (Elisabetta Salvatorelli)
- Cittadinanza e migrazioni (Alessandra Filippini)
- Immigrazione: lavoro e diritti (Sebastiano Ceschi)
- La schiavitù contemporanea (Martino Mazzonis)
- Diritti e delitti economici e impunità delle multinazionali (Maria Augusta Anelli)
- il problema dell’impunità e la responsabilità penale internazionale: casi emergenti (Siliana Laurenti)
2001-2002
Traffico di esseri umani, criminalità organizzata e forme contemporanee di schiavitù
in collaborazione con l’Associazione Parsec e la Tavola Valdese
E’ il titolo della ricerca realizzata dalla Fondazione Internazionale Lelio Basso e finanziata
dal Ministero degli Affari Esteri, con la quale, oltre alla descrizione generale del fenomeno è
stata analizzata, in particolare, la situazione in tre paesi: l’Italia, paese di destinazione del
traffico; la Moldavia e l’Albania, paesi di origine e transito. Definizione e descrizione del
fenomeno considerato, nonché individuazione delle rotte del traffico e analisi della legislazione
internazionale e nazionale sono stati oggetto di lavoro da parte dell’équipe di ricerca, composta
da Francesco Carchedi (direzione), Pierpaolo Romani, Veronica Maida, Martino Mazzonis e Simona La Rocca,
con la supervisione scientifica di Linda Bimbi ed Enrico Pugliese.
2001-2002
Inserimento dei lavoratori stranieri nell’economia e nel mercato del lavoro a Roma
Ricerca Commissionata da OPER- Risorse per Roma
Gli obiettivi perseguiti nella ricerca, realizzata sotto la direzione di Danielle Mazzonis, sono
quelli di offrire un contributo alla conoscenza dell’inserimento degli immigrati – e in particolare
di quelli provenienti dai paesi dell’Europa dell’Est – nel mercato del lavoro della Capitale, di
fornire un quadro conoscitivo della collocazione dei diversi gruppi nel mercato del lavoro e di
verificare eventuali situazioni di supersfruttamento e/o di proficuo inserimento lavorativo. La
ricerca inoltre fa luce sulla collocazione delle immigrate nel mercato lavorativo di Roma: una
particolare attenzione è stata rivolta a quelle nazionalità in cui è prevalente l’occupazione
femminile nell’ambito del lavoro domestico. Infine è approfondita la realtà lavorativa di quei
gruppi nazionali (si pensi in particolare, ma non solo, ai cinesi) tra i quali è sviluppato
significativamente il modello dell’ethnic business e che perciò sono stati oggetto di attenzione
da parte della grande stampa.
2006
Ricerche in corso:
Migrazioni di genere, ricongiungimenti familiari e condizioni socio-economiche delle donne
maghrebine presenti nel territorio regionale campano.
Il voto femminile delle donne in Afghanistan. Borsa di studio intitolata a Fiorella Ghirlandotti.
Democrazia e concentrazione delle proprietà mediatiche.
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